|
Le abitazioni Shukumen
Un tratto culturale tipico di Shanghai sono le abitazioni Shukumen: edifici a due/tra piani a mattoni neri/grigi. Ogni abitazione è collegata alle altre e disposta in stretti vicoli, ogni vicolo ha un'entrata caratterizzata da un arco di pietra il cui nome è appunto Shikumen. Tutte le case di Shanghai hanno poi un cortile che svolge la funzione di stanza senza tetto cioè una sorta di rifugio domestico lontano dalla confusione delle strade. Essendo il Shikumen un edificio urbano qui il cortile è molto più piccolo.
La moda
Un’altra caratteristica di Shanghai è la moda, che ha avuto da sempre un ruolo culturale di rilievo nella storia della città, caratterizzata soprattutto dal cheongsam: la versione di Shanghai del qipao, il vestito tradizionale femminile cinese. Il qipao di Shanghai si distingue per il taglio più snello e aderente e per l'introduzione di accessori occidentali come sciarpe e cappotti. Altre versioni del cheongsam prevedono un taglio a collo alto, senza maniche.
Il cinema
Shanghai è soprattutto la città natale del cinema cinese e qui nacque il primo cortometraggio: The Difficult Couple di Nanfu Nanqi girato nel 1913. L'industria cinematografica di Shanghai conobbe il suo massimo splendore durante i primi anni trenta favorendo la nascita di star come l'attrice Zhou Xuan (1° agosto 1918 - Shanghai, 22 settembre 1957), morta suicida nel 1957.
Un regista attuale molto bravo originario di Shanghai è quello del famoso In the mood for love, Wong Kar Wai (Shanghai 17 luglio 1958) che realizzò il suo primo cortometraggio nel 1981 ed il suo primo lungometraggio, As tears Go By, nel 1988. Per i suoi film seguenti ha poi ricevuto vari premi come quello per la miglior regia al Festival di Cannes. Sceneggiatore, regista ed autore Wong Kar-Wai è stato anche il primo cinese a ricoprire l’incarico di presidente della giuria alla 59ª edizione del Festival di Cannes.
Un altro regista nato a Shanghai è Wang Xiao-shuai, un arista della Cina Popolare che dal 1993 si è inserito nel circuito cinematografico internazionale. Il suo nome è ben noto in Occidente grazie alle sue numerose partecipazioni ai festival cinematografici, la più importante delle quali al Festival di Berlino 2001, in cui vinse con il suo film, Le biciclette di Pechino, l’Orso d’argento e il Gran premio della giuria per Miglior film e Migliori attori esordienti.
Fra le sue opere ci sono Suicides (1994), Frozen (1995), So Close to Paradise (1998), e appunto di Ladri di Biciclette, Le biciclette di Pechino (2001), una parabola amara e feroce dei meccanismi disumanizzanti della capitale cinese, sospesa tra capitalismo sfrenato e tradizione.
La letteratura
Dal punto di vista letterario la Cina ha un ricca e lunga tradizione ma purtroppo è quasi del tutto inaccessibile ai lettori occidentali che non abbiano alle spalle molti anni di studio intensivo della lingua. Nonostante molti classici cinesi siano stati tradotti, una parte consistente del patrimonio letterario cinese è intraducibile.
Fra gli autori originari di Shanghai o che ambientarono le loro opere a Shanghai ci sono:
Eileen Chang, che fu una famosa scrittrice durante la seconda guerra mondiale e scrisse opere quasi tutte ambientate a Shanghai.
Mao Dun, uno scrittore ed autore socialista famoso per il suo Ziye, ambientato a Shanghai.
André Malraux, famoso soprattutto per la sua opera La Condition Humain (1933) una storia che riguarda il fallimento della rivoluzione comunista che si tenne a Shanghai nel 1927.
Noel Coward che scrisse la sua opera Private Lives mentre si trovava allo Shanghai's Cathay Hotel.
Neal Stephenson che scrisse il suo romanzo scientifico, The Diamond Age, ambientato in una Shanghai del futuro ultra capitalistica.
Nien Cheng, che raccontò la sua esperienza durante la Rivoluzione Culturale in Life and Death in Shanghai.
Link
» Wong Kar Wai su Wikipedia
|